2017 ASH Meeting on Hematologic
isth 2017
Madrid 22nd congress

Agranulocitosi indotta da Deferiprone


L'uso del chelante del ferro Deferiprone ( Ferriprox ) per il trattamento del sovraccarico di ferro nei pazienti talassemici è associato a preoccupazioni per l’agranulocitosi, che richiede conte dei neutrofili assoluti ( ANC ) settimanali.

Sono stati esaminati episodi di agranulocitosi ( n=161 ) e neutropenia ( n=250 ) durante l'uso di Deferiprone in studi clinici e programmi di sorveglianza post-marketing.

I tassi di agranulocitosi e neutropenia sono stati, rispettivamente, pari a 1.5% e 5.5%.
Dei casi di agranulocitosi, il 61% si è verificato durante i primi 6 mesi di terapia e il 78% durante il primo anno.

Questi eventi sembravano essere indipendenti dalla dose, e si sono verificati tre volte più spesso nelle femmine rispetto ai maschi.
La loro durata non è risultata significativamente ridotta con l'uso di G-CSF ( fattore di crescita stimolante la formazione di colonie granulociti che ).

Nessun paziente con neutropenia basale ( n=12 ) ha sviluppato agranulocitosi durante il trattamento, il che solleva domande circa la validità di una precedente neutropenia come controindicazione per l'uso.

Solo 1 su 7 nuovi casi di neutropenia è progredito ad agranulocitosi con il trattamento continuato, indicando che la neutropenia non porta necessariamente ad agranulocitosi.
Il tasso di mortalità da agranulocitosi è stato pari allo 0% negli studi controllati e 11% ( 15/143 ) nei programmi di sorveglianza post-marketing.

Riprendere il trattamento con Deferiprone ha prodotto agranulocitosi nel 75% dei pazienti in cui si era già verificato l'evento, e nel 10% di quelli con precedente neutropenia.

Il monitoraggio settimanale della conta assoluta dei neutrofili permette la diagnosi precoce e l'interruzione della terapia, ma non impedisce il verificarsi della agranulocitosi.

La sua rilevanza sembra diminuire dopo il primo anno di terapia, quando l’agranulocitosi si verifica meno spesso.
Sulla base dell’analisi dei dati raccolti nel corso degli ultimi 20 anni, sembra che l'informazione dei pazienti possa essere la chiave per ridurre al minimo i rischi associati all’agranulocitosi durante la terapia con Deferiprone. ( Xagena2016 )

Tricta F et al, Am J Hematol 2016; 91: 1026-1031

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