Janssen Oncology
Roche Ematologia
Linfoma mantellare
ELN 2018

Ibrutinib come agente singolo nella leucemia linfatica cronica naïve al trattamento e recidivante / refrattaria: esperienza a 5 anni


Sono state precedentemente riportate risposte durature e sicurezza gestibile di Ibrutinib ( Imbruvica ) da un follow-up di 3 anni di pazienti anziani di età pari o superiore a 65 anni naïve al trattamento ( TN ) e recidivati o refrattari ( R/R ) con leucemia linfatica cronica / piccolo linfoma linfocitico ( CLL/SLL ).

E' stata riportata l’efficacia e la sicurezza a lungo termine con follow-up mediano di 5 anni in questa popolazione di pazienti TN ( n=31 ) e R/R ( n=101 ) con CLL/SLL.

A 5 anni di follow-up, Ibrutinib è risultato associato a un tasso di risposta globale alto ( 89% ), con tassi di risposta completi che sono aumentati nel tempo al 29% nei pazienti TN e al 10% nei pazienti R/R.
La sopravvivenza libera da progressione ( PFS ) mediana non è stata raggiunta nei pazienti TN.

Il tasso di sopravvivenza libera da progressione a 5 anni è stata del 92% nei pazienti TN e del 44% nei pazienti R/R.

La sopravvivenza mediana libera da progressione nei pazienti R/R è stata di 51 mesi; in quelli con del(11q), del(17p) e IGHV non-mutato è stata, rispettivamente, di 51, 26 e 43 mesi, a dimostrazione dell'efficacia a lungo termine di Ibrutinib in alcuni sottogruppi ad alto rischio.

Gli esiti di sopravvivenza sono stati meno robusti per i pazienti R/R con del(17p) e per quelli che avevano ricevuto più terapie in precedenza.

L'insorgenza di citopenia di grado 3 o superiore, come neutropenia e trombocitopenia, è diminuita nel tempo.
Eventi avversi limitanti il trattamento sono stati più frequenti durante il primo anno rispetto a periodi successivi.

Questi risultati hanno dimostrato una efficacia sostenuta e tollerabilità accettabile di Ibrutinib per un periodo prolungato, fornendo la più lunga esperienza per il trattamento con un inibitore della tirosin-chinasi di Bruton in pazienti con CLL/SLL. ( Xagena2018 )

O’Brien S et al, Blood 2018; 131: 1910-1919

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