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Il linfoma di Hodgkin a predominanza linfocitaria nodulare ha una buona prognosi dopo la recidiva


I risultati di uno studio hanno mostratto che approcci di salvataggio erano associati a una prognosi favorevole tra i pazienti con linfoma di Hodgkin a predominanza linfocitaria nodulare recidivanti o refrattari.

Fattori come il tempo alla recidiva di malattia e il trattamento precedente possono guidare la scelta dell'approccio di salvataggio ottimale per il singolo paziente.

Il 5% di tutti i casi di linfoma di Hodgkin è a predominanza linfocitaria nodulare. Sebbene spesso diagnosticata precocemente, la recidiva tardiva è comune.

Le strategie di trattamento ideali per i pazienti con linfoma di Hodgkin a predominanza linfocitaria nodulare recidivante o refrattario non sono ben definite.

Uno studio ha cercato di valutare gli attuali trattamenti e di definire il decorso clinico dei pazienti con linfoma di Hodgkin a predominanza linfocitaria nodulare recidivante o refrattario.
E' stato anche valutato se specifiche caratteristiche del paziente fossero in grado di influenzare il trattamento di seconda linea.

Utilizzando i dati di 12 studi effettuati dal gruppo di ricerca GHSG ( German Hodgkin Study Group ), i ricercatori hanno valutato i risultati di 99 pazienti ( età media alla diagnosi, 40 anni; 76% uomini ) che avevano ricevuto trattamento di prima linea e successivamente sviluppato recidiva della malattia ( n=91 ) o progressione della malattia primaria ( n = 8 ).

Il 62% dei pazienti aveva una malattia allo stadio iniziale, di cui il 33% riceveva il trattamento di prima linea con la sola radioterapia, il 57% riceveva la chemioterapia con o senza radioterapia e il 10% riceveva il trattamento con anticorpi anti-CD20 con Rituximab.

Il 14% dei pazienti presentava una malattia intermedia e il 24% presentava una malattia avanzata; questi pazienti ricevevano chemioterapia con o senza radioterapia come trattamento di prima linea.

Il follow-up mediano dalla diagnosi iniziale è stato di 11.2 anni. Il tempo mediano di recidiva della malattia era di 3.7 anni ( range, 0.2-19.4 ).
La recidiva si è verificata più di 5 anni dopo la diagnosi iniziale nel 39% dei pazienti.

I trattamenti di seconda linea includevano la terapia con anticorpi anti-CD20 o la sola radioterapia ( 37% ), la chemioterapia convenzionale con o senza terapia con anticorpi anti-CD20 e con o senza radioterapia ( 27% ) e chemioterapia ad alte dosi seguita da trapianto di cellule staminali autologhe ( 31% ).
Quattro pazienti non hanno ricevuto alcuna terapia di salvataggio.

La sopravvivenza libera da progressione ( PFS ) complessiva a 3 anni dopo recidiva è stata dell'80.9% ( IC 95%, 72.5-89.4 ); PFS a 5 anni è stata del 75.6% ( IC 95%, 65.7-85.5 ).
Il tasso di sopravvivenza globale ( OS ) a 5 anni dopo la recidiva è stato dell'89.5%.

Non sono state osservate differenze significative nella sopravvivenza libera da progressione basate su opzioni di trattamento di seconda linea.

Tra i pazienti che hanno ricevuto solo il trattamento con anticorpi anti-CD20 o la sola radioterapia, la sopravvivenza libera da progressione è stata del 74.1%, e la sopravvivenza globale è stata del 97.2%.

Tra i pazienti che hanno ricevuto chemioterapia convenzionale con o senza trattamento con anticorpi anti-CD20 con o senza radioterapia, la sopravvivenza libera da progressione a 5 anni è stata del 68% e la sopravvivenza globale è stata del 77.8%.

Tra i pazienti sottoposti a chemioterapia ad alte dosi e trapianto di cellule staminali autologhe, la sopravvivenza libera da progressione a 5 anni è stata dell'84.6% e la sopravvivenza globale dell'89.8%.

La sopravvivenza tra 26 pazienti con progressione della malattia primaria o recidiva entro 1 anno dopo la diagnosi è apparsa significativamente peggiore rispetto a 73 pazienti che hanno sviluppato recidiva in seguito ( OS a 5 anni, 65.4% vs 94.9%; P = 0.0029 ).

L'analisi ha fornito evidenza che i pazienti con linfoma di Hodgkin a predominanza linfocitaria nodulare recidivante o refrattaria hanno una prognosi generalmente favorevole.
La terapia di salvataggio più appropriata per il singolo paziente deve essere scelta sulla base di fattori quali l'intervallo di tempo tra la diagnosi di linfoma e la recidiva della malattia, il trattamento precedente e l'età alla recidiva o la progressione della malattia primaria. ( Xagena2018 )

Fonte: Blood, 2018

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