ELN 2018
Janssen Oncology
Roche
Ematobase.it

Malattie cardiovascolari dopo il trattamento per il linfoma di Hodgkin


Le malattie cardiovascolari dopo trattamento rappresentano una preoccupazione importante per coloro che sopravvivono ai tumori.
La conoscenza della cardiotossicità è limitata dalla natura retrospettiva dei dati, che spesso non contengono dettagli sull’esposizione al trattamento.
Per facilitare la consulenza sul rischio individuale dei pazienti è stato quantificato l'effetto di antracicline, Vinca-alcaloidi e radioterapia sul rischio di malattia cardiovascolare nei pazienti trattati per linfoma di Hodgkin.

Nel periodo 2009-2010, è stato distribuito il questionario LSQ ( Life Situation Questionnaire ) ai pazienti e sono stati valutati gli effetti a esordio tardivo del trattamento del linfoma di Hodgkin nei pazienti che sono stati inclusi in 9 studi randomizzati successivi European Organisation for Research and Treatment of Cancer ( EORTC ) e Groupe d'Etude des Lymphomes de l'Adulte ( GELA, ora rinominato LYSA ) tra il 1964 e il 2004.

Sono state ricostruite le dosi di radiazioni medie al cuore e alle arterie carotidi e le dosi cumulative di antracicline e Vinca-alcaloidi per tutti i pazienti.

Le informazioni sul trattamento primario sono risultate complete per 6.039 pazienti ( età media alla diagnosi, 30 anni; durata media del follow-up, 9 anni ).
1.919 pazienti hanno risposto a LSQ.

Sono stati registrati 1.238 primi eventi cardiovascolari in 703 pazienti, e la maggior parte erano cardiopatia ischemica ( 132, 19% ), insufficienza cardiaca congestizia ( 85, 12% ), aritmia ( 110, 16% ) e malattia valvolare ( 77, 11% ).

La dose di radiazioni cardiache medie per incremento di 1 Gy ( hazard ratio, HR 1.015, P=0.0014 ) e la dose di antracicline per aumento della dose cumulativa di 50 mg/m2 ( 1.077, P=0.0064 ) erano predittori significativi di malattie cardiovascolari.

La dose cumulativa di Vinblastina ( modello non-aggiustato P=0.77 ), Vincristina ( P=0.36 ), e la dose media di radiazioni alla carotide interna sinistra ( P=0.41 ) o destra ( P=0.70 ) non sono state in grado di predire gli eventi cardiovascolari.

La quantificazione dell’aumentato rischio cardiovascolare con dosi specifiche di radiazioni e l'esposizione alle antracicline consentirà una valutazione quantitativa della combinazione ottimale di terapia sistemica e radiazioni, che aiuterà i medici a bilanciare i rischi e i benefici di diversi regimi per i singoli pazienti. ( Xagena2015 )

Maraldo MV et al, Lancet 2015; 2: e492-e502

Emo2015 Onco2015 Cardio2015 Farma2015


Indietro