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Passamonti: Macroglobulinemia di Waldenstrom

Venetoclax nella macroglobulinemia di Waldenström precedentemente trattata


BCL2 è sovraespresso e conferisce segnali di sopravvivenza nelle cellule linfoplasmocitiche maligne nella macroglobulinemia di Waldenström ( WM ).
Venetoclax ( Venclyxto ) è un potente antagonista di BCL2 e innesca l'apoptosi in vitro delle cellule WM.
Resta da definire l'attività di Venetoclax nella macroglobulinemia di Waldenström.

È stato condotto uno studio multicentrico, prospettico di fase II di Venetoclax in pazienti con macroglobulinemia di Waldenström, precedentemente trattata.
La dose di Venetoclax è aumentata da 200 mg a una dose massima di 800 mg al giorno per un massimo di 2 anni.

Erano valutabili 32 pazienti, inclusi 16 precedentemente esposti agli inibitori della tirosina-chinasi di Bruton ( BTK ).
Tutti i pazienti presentavano mutazione L265P in MYD88, e 17 portavano mutazioni CXCR4.
Il tempo mediano per le risposte minori e maggiori è stato rispettivamente di 1.9 e 5.1 mesi.

La precedente esposizione a inibitori di BTK è stata associata a un tempo di risposta più lungo ( 4.5 vs 1.4 mesi; P minore di 0.001 ).
I tassi di risposta generale, maggiore e parziale molto buona sono stati rispettivamente dell'84%, 81% e 19%.
Il tasso di risposta maggiore è stato inferiore nei pazienti con malattia refrattaria rispetto a quella recidivante ( 50% vs 95%; P=0.007 ).

Il tempo mediano di follow-up è stato di 33 mesi e la sopravvivenza mediana libera da progressione ( PFS ) è stata di 30 mesi.

Le mutazioni CXCR4 non hanno influenzato la risposta al trattamento o la sopravvivenza libera da progressione.

L'unico evento avverso ricorrente correlato al trattamento di grado 3 o superiore è stata la neutropenia ( n=14; 45% ), incluso un episodio di neutropenia febbrile.

In un paziente si è verificata una lisi tumorale in laboratorio senza sequele cliniche.

Non si sono verificati decessi.

Venetoclax è sicuro e altamente attivo nei pazienti con macroglobulinemia di Waldenström, precedentemente trattata, compresi quelli che avevano precedentemente ricevuto inibitori BTK. Lo stato di mutazione CXCR4 non ha influenzato la risposta al trattamento. ( Xagena2022 )

Castillo JJ et al, J Clin Oncol 2022; 40: 63-71

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